Madagascar Paradiso Selvaggio

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Il Madagascar è l’isola più grande dell’Africa, la quarta del mondo, ma per le sue caratteristiche particolari risulta essere quasi un continente a parte. Qui è possibile incontrare animali o piante assenti nella restante parte del pianeta. La natura è spettacolare e multiforme: si passa dalla foresta pluviale a quella spinosa, dal deserto alla savana. E’ terra di frontiera, incastonata tra il continente nero e l’Oceano Indiano, dal quale è protetta da una colossale barriera corallina. Data la sua natura insulare, il Madagascar è stato sottoposto a varie dominazioni , la più incisiva delle quali, quella francese, ha lasciato tracce nei costumi e nella cultura locale, dotata comunque di peculiarità uniche.

La capitale è Antananarivo , o Tanà, che delle città africane condivide le contraddizioni: povertà e lusso convivono gomito a gomito, antico e moderno si incontrano e si fronteggiano nelle strade percorse da un traffico insolitamente occidentale.

Bellezza e miseria compongono un profilo sfaccettato, ma su tutto dominano i rumori, il frastuono di una metropoli che cerca faticosamente di uscire dal sottosviluppo strisciante di queste latitudini. La parte bassa della città, il quartiere Analakely , ospita decine di mercati, il più famoso dei quali è quello di Zoma, un immenso bazar a cielo aperto, in cui centinaia di venditori dall’aspetto più che folcloristico si sbracciano e si agitano offrendo a turisti e locali ogni sorta di mercanzia. E’ singolare come anche il pane, o i dolci, siano adagiati sull’asfalto ed esposti come fossero scarpe o souvenir del luogo. Gli odori che si respirano sono fortissimi: il sentore dominante è sicuramente quello delle spezie. A sud ovest di Analakely si trova la città alta , il centro più propriamente moderno e civilizzato, dal quale si giunge alle rovine di Rova, l’antico Palazzo della Regina , che domina altero la città, simbolo di un potere monarchico che non c’è più.

Come in Africa, anche qui il paesaggio delle città si anima della presenza di una moltitudine di bambini. Ti dicono “Bonjour vazaha”, buongiorno straniero. E aspettano sorridenti che tu gli dia qualcosa, una moneta, una caramella, una penna. Vivono ai limiti della sopravvivenza, eppure ridono, felici di questo sole impietoso, felici di questi paesaggi cangianti. Perché l’unica ricchezza del Madagascar è la natura, che costituisce la maggiore attrattiva turistica

Non lontano da Tanà si trova, ad esempio, la Riserva di Perinet . Nel folto della vegetazione può capitare così di incontrare i lemuri , proscimmie arboricole di cui recentemente sono state scoperte tre nuove specie. Il loro nome deriva dal latino lemures, appellativo con il quale gli antichi Romani indicavano i fantasmi dei morti ritornati sulla terra a terrorizzare i vivi. Lo studio di questi bizzarri animaletti getta nuova luce sull’origine stessa dell’uomo. L’ambiente qui ha, infatti, un che di primordiale: difficile descriverlo. Spesso bisogna faticare per ore per riuscire ad arrivare in un posto. Si cammina in un intrico di alberi e vegetazione subtropicale. Ci si arrampica in mezzo alle sterpaglie, si arranca nel guado di un torrente. Poi all’improvviso sei arrivato: e resti senza fiato ad ammirare uno spettacolo meraviglioso.

Perinet non è l’unico, splendido, parco del Madagascar: ci sono anche Ranomafana , Isalo , Berenty, Ankarana,.Difficile visitare ogni angolo di questo continente sterminato: ci vuole tempo. Ma d’altra parte qui è tutto è “mora mora”, piano piano. Non c’è fretta. La gente vive con atteggiamento fatalistico: si direbbero quasi saggi, depositari di una consapevolezza ignota a noi Occidentali. Che restiamo incantati di fronte a questi paradisi.

La gente vive con atteggiamento fatalistico: si direbbero quasi saggi, depositari di una consapevolezza ignota a noi Occidentali. Che restiamo incantati di fronte a questi paradisi. Un’altra meraviglia è rappresentata dalle coste, più di 5.000 chilometri di litorale pressoché incontaminato, spiagge candide, baie e calette suggestive, ed il respiro regale dell’Oceano che si infrange sul reef corallino. Inutile dire che sono vivamente consigliate le escursioni subacquee: il mare cristallino è popolato di pesci, e una delle rare attività intraprese dagli indigeni, dediti solitamente ad un’economia di sussistenza, è proprio la pesca.L’abbondanza della fauna ittica è davvero incredibile, complice anche la presenza intangibile del plancton.

Tante le destinazioni possibili: basterà fare il nome di Ampalisava , Anako , Ifaty e Nosy Be ,piccolo arcipelago del nord e maggiore centro turistico del Madagascar, che rivaleggia in bellezza con altre isole dell’Oceano Indiano dal nome più altisonante, come le Seychelles e Mauritius.

Il fatto è che qui non c’è ancora traccia del turismo di massa. Il centro principale è Hell Ville (Andoany), che conserva ancora l’antico aspetto coloniale, soprattutto per le caratteristiche case dalle facciate multicolori che si specchiano nelle acque turchesi del porto. Al di fuori del centro abitato prevale la vegetazione, lussureggiante, della foresta tropicale, ma sono diffuse anche le coltivazioni di spezie, canna da zucchero, caffè, cacao e ylang-ylang, il cui fiore è utilizzato per produrre profumi. Non è raro trovare qui emissari dei vari Dior, Chanel e Givenchy, intenti a contrattare l’acquisto di partite della preziosa essenza. Merita una visita la Riserva di Lokobe, che ospita lemuri, boa, camaleonti (quasi un simbolo nazionale) e pitoni.

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