Una vacanza in Corsica: non ve ne pentirete

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Come scrisse lo scrittore Karl Baedeker nel suo Manual du voyageur del 1901, la Corsica ha un carattere selvaggio e maestoso, grazie all’imponente altezza delle sue montagne, ma è allo stesso tempo un piccolo Eden.

Qui c’è tutto: il mare assoluto e primordiale, le insenature di sabbia purissima e dorata, le rocce aspre e quelle modellate dal lavorio delle onde, i villaggi pittoreschi e le commoventi chiesette romaniche, i paesaggi incontaminati e la campagna fertile e feconda. Un viaggio in Corsica può diventare un autentico itinerario di scoperta tra paesaggi straordinari per varietà e fascino.

E il classico periplo dell’isola, pensato per chi è a caccia di spiagge incantate e fondali trasparenti, può essere solo una buona scusa per avventurarsi sulle tortuose stradine dell’interno. Non resta che lasciarsi catturare dall’insostenibile leggerezza di quest’isola inebriante: un miscuglio di asprezza e di voluttà, di austerità e di profumo di paradisi lontani. La Corsica è divisa in due dalle montagne, e le due città principali al di qua e al di là dei monti, Bastia e Ajaccio, ne riflettono le due anime.

Ajaccio è allegra, vacanziera e spensierata, mentre Bastia è austera e indaffarata. Qui approda la maggior parte dei traghetti provenienti dall’Italia. Costruita in verticale, proprio come un “bastione” arrampicato sul fianco di una ripida montagna, ha un’atmosfera genovese nelle stradine intorno al vecchio porto, con la grande chiesa barocca di S. Giovanni Battista e le scalinate e viuzze che si arrampicano fino alla cittadella, dove si trova il bel Museo di Etnografia. Percorrendo il moderno rettilineo tracciato sulla costiera orientale, in poco tempo si arriva ad Aleria per visitare gli scavi archeologici.

Ma c’è anche un’alternativa più romantica e suggestiva: prendere il colorato trenino che in circa quattro ore collega Bastia ad Ajaccio. L’itinerario offre spettacolari e inediti panorami con soste in minuscole stazioncine. Uno sguardo dal treno che promette deliziose piccole scoperte e continui repentini mutamenti di paesaggio. Subito dopo Bastia, verso sud si trova la laguna di Biguglia, una grande area di importanza ecologica e naturalistica internazionale.

E’ la prima sorpresa che la Corsica riserva al turista. Lungo il cordon lagunaire, il paesaggio è intatto, e la strada, silenziosa, va in mezzo a un bosco fitto, punteggiato di ville e case coloniche nascoste. Poco lontano si trova uno dei tanti favolosi microcosmi della regione: la Castagniccia. E’ un cuore verde, antico e nobilissimo, un’enorme foresta di castagni, querce e faggi che nascondono paesini incantati: chiesette con i campanili barocchi e casolari in pietra di granito con i tetti di ardesia grigionera.

Continuando verso sud si incontrano le spiagge di Domaine de Pinea e di Solenzara, punteggiata di eucalipti. L’abbondanza di conchiglie madreperlacee sul litorale e nei fondali ha dato a questo tratto di costa, l’appellativo poeticissimo ed evocativo di Costa di madreperla. Le spiagge di sabbia farinosa si affacciano su acque straordinariamente trasparenti, ideali per le immersioni.

Di insenatura in insenatura si arriva ad Ajaccio, la città bianca morbidamente adagiata in un golfo perfetto. Il centro città ha poche strade importanti e conserva soprattutto numerosi e doverosi omaggi al suo più illustre cittadino: Napoleone Bonaparte. La sua effige saluta dappertutto, persino sulle tazzine dei caffè. Non si può certo lasciare Ajaccio senza aver visitato la casa dell’ Imperatore e il Museo Fesch, con importanti dipinti italiani dal XIV al XVIII secolo.

E non si può tralasciare neppure una puntata alle Isole Sanguinarie, il cui nome deriva dal rosso cupo delle rocce. Del resto, nuances arrossate e riflessi da canyon colorano tutta la costa nordoccidentale che è un trionfo di graniti e porfidi rosa e rossastri, dai toni intensi e scuri. Non bisogna però dimenticare che la Corsica non offre solo bellezze naturali, ma anche una gastronomia particolare che ha ben poco a che fare con la tipica cucina francese e che condivide piuttosto gli aspri e profumatissimi sapori del Mediterraneo, rubando ingredienti e ricette sia al mare che al bosco.

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