Alla scoperta di Piraino

Piraino

Piraino è uno di quei luoghi magici che possono vantare un concentrato di interesse turistico, storico e culturale come pochi altri. In provincia di Messina, è immersa in uno degli scenari più belli della Sicilia. Un posto capace di stupire il viaggiatore per i suoi forti contrasti, i paesaggi, le diverse nature e gli intrecci culturali della sua gente, la storia antichissima, affondata, tra miti e leggende, nelle radici della civiltà mediterranea.

La leggenda vuole che Piraino sia stata fondata da Piracmone, uno dei tre ciclopi che lavoravano i metalli nella fucina di Efesto, nelle Eolie. Dopo le invasioni dei Goti e dei Vandali, fu liberata dai Bizantini e, successivamente, subì la dominazione degli Arabi. Con l’avvento dei Normanni, si ebbe finalmente un periodo di tolleranza delle etnie locali, grazie all’attuazione della libertà di culto, seguito dall’età sveva, sotto Federico III. Piraino fu baronia dei Lancia, dei Paternò e ducato sotto la famiglia Denti fino al 1800, l’epoca di massimo splendore.

Sono molti i monumenti da ammirare in questa cittadina, posta su uno sperone che si affaccia sul mare. A cominciare dal Convento di San Francesco dei Minori Osservanti, che risale ai primi del Seicento, a cui è annessa una chiesa che ha ospitato la scultura di scuola gaginiana, la Madonna delle Grazie e tele del XVII secolo. C’è poi la Chiesa della Catena, della seconda metà del XVII secolo, costruita in onore della Madonna che libera dai pirati e dal carcere, che presenta un bel portale in marmo rosso di S. Marco, mentre all’interno è collocata una statua di S. Rocco.

La Chiesa del Rosario, invece, dedicata alla SS. Trinità, presenta un altare ligneo di stile barocco. Il soffitto è di legno con rosoni in stile bizantino-normanno. Il campanile del XVI secolo ha un portone in pietra arenaria con colonne e capitelli dallo stile composito. La Chiesa Madre custodisce un altare ligneo del Seicento, un organo di legno del Settecento di fattura siciliana, un quadro di S. Orsola e un arazzo con fili d’oro. Dell’antico Palazzo Ducale del XV secolo rimangono il portale in pietra arenaria, alcune stanze e una torre con scala a chiocciola in blocchi di pietra arenaria. Dalla Guardiola, posto di guardia fortificato, un tempo dotata di cannoni, è possibile poi ammirare un panorama stupendo.

Piraino è anche e soprattutto natura. La sua pineta, infatti, è il luogo ideale per il trekking e le passeggiate a cavallo, o per chi vuole cimentarsi con la mountain bike. L’area, di quindici ettari, ubicata a sud est dell’abitato, con un andamento variegato sopra i 350 metri d’altitudine, è facilmente raggiungibile attraverso comodi tracciati. La pineta vanta anche gazebi, giochi per i più piccoli, panche e fontane. La vegetazione è ricca di erica, lentischi, “carduna” (cardi), ginestre e mirtilli, che rendono il parco suburbano comunale unico nel suo genere nell’area nebroidea, vero museo botanico della macchia mediterranea. Seguendo vecchie mulattiere, anche a cavallo si possono raggiungere trazzere regie e vecchi passaggi, utilizzati già da Borboni e briganti, percorrendo la dorsale della Val Demone, ammirando paesaggi di grande suggestione, tra l’Etna e le Eolie.

La cucina locale è un mix di tradizione mediterranea e sapori arabi. Tra le specialità ci sono i primi piatti con salse a base di pesce, la pasta al forno preparata con la crosta di mollica di pane, le uova infornate, il ripieno di carne e melanzane. Tra i secondi, oltre al pesce, c’è la salsiccia con i semi di finocchio e, soprattutto, il “funcittu”, una specie di caponata a base di olive, capperi, sedano, cipolle, melanzane e pomodori, che in tutti i Nebrodi si serve con l’aggiunta di peperoncino piccante.

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