Soggiorno a Prato per il Primo Maggio

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Pasqua e il primo maggio sono due delle cinque occasioni annuali in cui viene esposta, all’esterno del Duomo, la Sacra Cintola. Si tratta di una cintura di lana verde, intrecciata con alcuni fili d’oro, che, si dice, fu donata dalla Madonna a San Tommaso. La reliquia sarebbe arrivata a Prato nel 1141, mentre la tradizione dell’ostensione risale al secolo successivo. Le altre date del rito sono Natale, il 15 agosto e, in forma solenne, l’8 settembre.

Il 1° di Maggio, dunque, può essere una buona occasione per visitare la città. Il centro storico è circondato da mura, la cui costruzione iniziò al principio del primo millennio, con blocchi squadrati di pietra alberese. La cinta muraria fu ampliata nel XIV secolo. All’interno della fortificazione, la città era divisa in “ottavi”, quartieri definiti dalle otto porte che si aprivano nelle mura. E’ l’unico caso di una suddivisione simile, dato che, di solito, i borghi toscani erano divisi in “terzieri” (Siena, Volterra, Pisa), “sestieri” (Firenze) o “quartieri” (Pistoia, Arezzo).

Tra i monumenti di epoca medioevale più significativi della Toscana, il Duomo di Prato, dedicato a Santo Stefano, risale alla metà del XII secolo. Nel 1386, quando venne costruita la Cappella della Sacra Cintola, venne anche iniziata l’attuale facciata, dalle tipiche strisce alternate in pietra alberese bianca e marmo serpentino verde. Nel secolo successivo furono aggiunti il portale, con una lunetta decorata da una terracotta di Andrea della Robbia, e il pulpito, opera di Donatello. All’interno della Cattedrale, le “Storie dei Santi Stefano e Giovanni Battista” di Filippo Lippi, le “Storie della Vergine e della Sacra Cintola” di Agnolo Gaddi, le “Storie della Vergine e di Santo Stefano” di Paolo Uccello.

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